c'è vita al di fuori del nostro Sistema solare?

 

K metro 0 – Roma - Tra i 7 esopianeti del sistemi di Trappist-1, scoperti lo scorso anno, due, d ed e, secondo gli esperti del Planet Science Institute in Ungheria, avrebbero le caratteristiche più compatibili con la vita, cioè probabile presenza di acqua allo stato liquido e una fonte interna di calore. Gli scienziati, guidati da Amy Barr, hanno sviluppato dei modelli matematici di simulazione e sono giunti alla conclusione che sei sui sette esopianeti potrebbero avere acqua allo stato liquido o solido e uno, addirittura, potrebbe essere costituto da un unico oceano. E ancora, per dedurre la temperatura superficiale hanno modellizzato le orbita dei pianeti, sostenendo che abbiano forma elittica ed eccentrica, ciò determinerebbe forze di attrazione gravitazionale tra corpi che producono deformazioni, generando calore. I due migliori candidati come pianeti abitabili sono, appunto, d ed e poiché interessati dallo stesso fenomeno ma di entità inferiore, con una temperatura superficiale più adatta. I modelli dovranno, comunque, trovare conferma nelle osservazioni future: entro il 2018, è, infatti, previsto il lancio del telescopio di ultima generazione della Nasa, James Webb.

 

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